Tg2 contro Napoli: Gianluca Di Schiena alla fiera del luogo comune

TG2-Gianluca-di-SchienaSvennuta d’a violenza ca fa ‘a televisione cantava Nino D’Angelo qualche anno fa, nella sua canzone dal titolo Bella.
La fiera del luogo comune, questa volta la mette in scena il giornalista RAI Gianluca Di Schiena, in un servizio (edizione delle 13:00 del giorno 11 ottobre 2014) francamente vergognoso che, non solo fa male a Napoli, ma anche a tanti napoletani per bene, che decidono di restare tali in un contesto a tratti e per certi versi “difficile”.
Per giunta, i fatti che hanno per oggetto il servizio giornalistico del caro Gianluca Di Schiena non prevedono il colpevole napoletano (si tratta di una truffa inscenata da due Inglesi, una finta rapina…) ma lo fanno diventare tale, quando il giornalista mette in guardia gli spettatori con tali frasi: La città simbolo e culla dell’imbroglio, e ancora, Gragnano città in cui la fama degli scippi è secolare. Senza contare la chicca finale, quando il giornalista per chiudere il servizio dà addirittura un consiglio ai due, qualora decidessero di mettere in pratica un’altra truffa. Lo fa dicendo: scegliete un palcoscenico meno smaliziato.
Non si capisce com’è possibile che il Direttore del TG2 permetta ad un suo giornalista di “confenzionare” tale servizio. Un servizio che non è solo banale ma come detto è vergognoso e offensivo.
Qualcuno inviti sia il direttore del TG2 che il giornalista in questione a Gragnano.
Se qualcuno, leggendo questo articolo può, invitateli a mangiare un buon piatto di pasta fumante, accompagnato da un bicchiere di vino rosso.
Queste sono le fame di Gragnano. Una cittadina, in provincia di Napoli, che nel suo nome porta la pasta e la coltiva da tempi antichissimi (fine XVI secolo).
Tanto che oggi la pasta di Gragnano è famosa per la sua qualità, certificata anche dal riconoscimento IGP (Identità Geografica Protetta).
Prima di affrontare una realtà, qualsiasi realtà, un giornalista dovrebbe conoscere e sapere di cosa parla.
Francamente mi sono stancato, come molti, di questi servizi che finiscono per essere contro Napoli. Per essere quello che oggi verrebbe definito, dai più, uno sputtanapoli.
Cosa possiamo fare contro questi giornalisti? Qualche servizio pubblico ha offerto il giornalista in questione?
Se nessuno prende provvedimenti. Se il direttore del TG2 e l’Ordine dei giornalisti restano a guardare, allora è meglio che si mobilitino i cittadini. Che poi sono gli spettatori. E pagano anche il canone RAI…
Se l’Italia e soprattutto il Sud sono quello che sono, è anche grazie all’informazione italiana. Che è pessima!
Non è solo colpa dei politici. Anzi, i politici (e gli imprenditori…), fanno quello che fanno proprio per il passivismo dell’informazione italiana. Un’informazione che non è mai stata “cane da guardia” di nessuno ma che dovrebbe esserlo.
Siamo l’unico paese ad avere l’Ordine dei giornalisti. Un’Istituzione inutile.
Un paese in cui la libertà di stampa è al 49esimo posto.
Non vorrei che qualche movimento meridionalista iniziasse a pubblicare dossier contro i giornalisti che, immotivatamente, parlano male del Sud.
Si, ma allora come ci difendiamo da questi giornalisti? Intanto mandare un email di protesta non sarebbe male. È un inizio almeno.
Certamente, questo tipo di giornalismo (e mi dispiace perfino chiamarlo tale) non si combatte con la gogna pubblica online.
Se critichi un giornalista pubblicamente, come fa Beppe Grillo, lo fai passare da carnefice in vittima. Purtroppo è così.
Il modo migliore per migliorare il giornalismo italiano è una presa di posizione forte e critica da parte dello spettatore pubblico.
Spettatore che ha un potere enorme, oggi più che mai grazie al medium Internet.
E che però, deve svegliarsi e uscire dalla fase del torpore (per dirla alla Mcluhan) televisivo che lo attanaglia.

Articolo di Elpidio Ercolanese

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