Il Tar respinge il ricorso del M5S contro Vincenzo De Luca (PD)

I giudici della seconda sezione del Tar della Campania, si sono espressi sul ricorso presentato da Valeria Ciarambino, candidata presidente per il Movimento Cinque Stelle alla regione Campania e sottoscritto anche dall’europarlamentare Isabella Adinolfi, oltre che dai parlamentari salernitani pentastellati. Secondo i Cinque Stelle, Vincenzo De Luca candidato presidente del Partito Democratico, sarebbe stato “carente dei requisiti soggettivi e politici e, dunque, conseguentemente incandidabile oltre che ineleggibile”.

La sentenza di ieri, ha stabilito che non è così. De Luca è candidabile perchè la condanna che lo ha colpito (abuso d’ufficio per una vicenda legata al termovalorizzatore di Salerno) è solo di primo grado. Non essendo quindi una condanna definitiva, in base alla legge Severino può candidarsi. Il Tar ha però sottolineato che, sempre secondo la Severino, De Luca è ineleggibile (punto 2,5 della sentenza). I ricorrenti del M5S sono stati condannati a risarcire 3.000 euro di spese legali al candidato PD, costituitosi in giudizio. Ora probabilmente, come già preannunciato, i pentastellati ricorreranno al Consiglio di Stato.

Ovviamente De Luca non ha perso tempo nel commentare la sentenza e su Facebook si dice sicuro che la legge verrà cambiata e sottolinea che “governerà legittimamente”.

Proprio quest’ultima affermazione desta sconcerto. Ormai, va detto, le dichiarazioni dell’ex Sindaco di Salerno assumono sempre più i connotati della farsa grottesca. Nel silenzio desolante della stampa locale e nazionale, che ha ben pensato di raccontare una mezza verità, non riportando (in gran parte) quanto i giudici hanno scritto al punto 2,5 della sentenza: cioè che se quest’ultimo fosse eletto verrebbe subito sospeso.

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