La terra dei fuochi? Ce la mangiamo

pomodoro coltivato

Sono mesi che non si parla più di terra dei fuochi, di quel pezzo di terra che brucia tra la provincia di Napoli e di Caserta, eppure dopo tanto clamore i roghi tossici non sono affatto spariti e anzi si susseguono a tutte le ore del giorno e della notte.
C’è però chi non si rassegna e visto il silenzio, assordante è il caso di dirlo, delle autorità che lasciano da soli a combattere comitati e cittadini inermi, ha deciso di prendere una iniziativa a favore di questo territorio. Questo è il caso di Giuseppe Lanza, ristoratore, che ha deciso di mettere sulla tavola del suo locale solo prodotti provenienti dalla terra dei fuochi. Un azione concreta per sostenere i piccoli produttori agricoli del casertano.
Per vincere timori e diffidenza verso la produzione locale, i prodotti saranno controllati tutti i giorni e di questo si occuperanno Slow Food Campania, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la Facoltà di Agraria dell’Università Federico II con cui è stato stilato un protocollo.
Tutti i dati dei prodotti che arrivano freschi ogni giorno al ristorante saranno resi noti, per trasparenza, sul sito web del locale.
«L’idea di lavorare con bravissimi agricoltori locali – spiega Lanza – nasce dall’esigenza di offrire prodotti freschi e creare filiere virtuose che stabiliscano un’alleanza tra produttori e consumatori, incentivando un’economia di prossimità che favorisca la salvaguardia della buona agricoltura locale e del paesaggio agricolo. In questa Campania Felix ci sono prodotti di eccellenza che ci invidiano nel mondo, non c’è solo la “Terra dei Fuochi” come molti vorrebbero farci credere».

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

seventy six − = 74