Il “partito del cemento” ha messo gli occhi su Bagnoli

Bagnoli no basta cementoIl “parito del cemento” si sa, è un partito trasversale (destra e sinistra) e in Italia non muore mai.
Adesso, dopo aver cementificato mezza Napoli dagli anni ’60 in poi (tanto che Francesco Rosi realizzò il film Le mani sulla città), sembra aver messo gli occhi su una vasta area di Bagnoli che si estende per circa 10 km e che in barba al buon senso il Governo Renzi ha deciso di commissariare, escludendo fra l’altro, il Comune di Napoli dai soggetti attuatori.
Il Sindaco Luigi De Magistris e il vicesindaco Tommaso Sodano però non ci stanno e in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno parlano chiaramente del tentativo di una speculazione edilizia.
Dichiara Sodano: «Noi non siamo contro i privati ma contro chi vuole fare una speculazione edilizia. Nel testo si parla già di premialità edificatoria…e cioè probabilmente di un aumento delle cubature».
E De Magistris rincara la dose dal suo profilo Facebook: “Bagnoli si costruisce con Napoli e con chi la rappresenta, non la possono costruire un commissario con un soggetto attuatore, attraverso una Spa composta da chi ha inquinato, in passato, quello stesso territorio. Il rischio è una nuova stagione di mani sulla città. Desta sospetto questo decreto in cui il Comune è stato messo da parte…Speriamo che in sede di conversione il Governo compia un passo indietro. Altrimenti quel progetto non farà un passo in avanti e metteremo in campo tutti i mezzi giuridici. Non per fare la guerra al Governo, ma per fargli capire che ha compiuto un esproprio della democrazia e che questo provvedimento è scritto con poteri altri rispetto a quelli che rappresentano la città”.

Contro le parole di Sodano e De Magistris si sono scagliati Antonio Bassolino, piddino di vecchia data che sottolinea quanto siano pericolose le “rotture instituzionali” (meglio l’inciucio vero?), il deputato socialista Marco Di Lello e l’altro piddino Massimiliano Manfredi.
La strategia di gran parte della politica nazionale e locale Campana di puntare sul cemento è una strategia economica fallimentare perchè quest’ultimo non porta nè ricchezza e nè lavoro sul lungo periodo ma serve solo ad ingrassare le tasche dei costruttori. Dichiarazioni di chi non si rende conto, o forse non si vuole rende conto, che “in Italia tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme. Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all’anno (in Germania 11.000 all’anno)”, come scrivono nel loro libro dal titolo La colata – il Partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro gli scrittori e giornalisti Andrea Garibaldi, Ferruccio Sansa, Massari Antonio e Marco Preve.
Scelte politiche e dichiarazioni di chi non pensa che l’Italia e specialmente il Sud devono e possono ripartire da una politica economica fondata su turismo a tutti i livelli, sull’agroalimentare, l’enogastronomia, dai beni culturali e paesaggistici. Tutte cose che in un luogo dalla bellezza mozzafiato e per cui la natura ha fatto molto come Bagnoli possono trovare linfa vitale.

E invece Renzi pensa agli “amici costruttori”. Del resto nelle sue visite in giro per l’Italia non si scorda mai di andare a visitare le imprese che lo hanno finanziato. Recentemente, come fa notare Marco Palombi sul fattoquotidiano si è recato a Bari alla SITAEL di proprietà di Vito Pertosa, grande sostenitore del PD. Qualche mese prima si era recato alla Technogym di Nerio Alessandri, storico finanziatore degli happening renziani, nonchè nel suo tour nel mezzogiorno alla K4A (Knowledge for aviation) di Dario Scalella, papabile alla carica di commissario per l’area di Bagnoli.
Non si può proprio dire che Matteo Renzi non sia un buon amico.

Articolo di Elpidio Ercolanese

 

Per leggere altri miei articoli (precedenti a questo) su Bagnoli:

http://www.daivicolidinapoli.it/bagnoli-futuro/

http://www.daivicolidinapoli.it/matteo-renzi-riqualificazione-bagnoli-napoli/

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