Renzi atteso a Bagnoli e Pompei. Ci sarà la svolta?

Matteo Renzi in vista a Bagnoli e Pompei

Matteo Renzi è atteso nella giornata di giovedì 14 agosto a Napoli per firmare gli accordi su Bagnoli.
Obiettivo di tali accordi è creare una nuova società di trasformazione urbana, dopo il fallimento di Bagnolifutura, decretato dal Tribunale di Napoli il 29 maggio 2014, constatata l’impossibilità di pagare i debiti ai creditori da parte di quest’ultima.
La nuova società di trasformazione urbana (di seguito STU) dovrebbe consentire di ripartire con la riqualificazione del territorio sede per oltre 70 anni dell’ex acciaieria della famiglia RIVA (la stessa proprietaria del più noto sito acciaieristico di Taranto).
Proprio in vista di tale visita del Premier è stato consegnato nelle mani del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio, un appello firmato da 150 intelletuali della sinistra napoletana in cui si chiede sostanzialmente che della nuova STU facciano parte anche i privati e che si recuperi la funzione “produttiva della città”.
Proprio questa ultima affermazione, lascia allibito, chi scrive. In sostanza, si vorrebbe puntare di nuovo sulle industrie in un territorio già martoriato dall’inquinamento per troppi anni (l’acciaieria aprì nel 1910).
Abbiamo lavorato diverse settimane – spiega il professore Pasquale Belfiore, ex assessore comunale con la giunta Iervolino – per preparare un documento di sintesi dei convegni organizzati nell’ultimo anno in cui non c’è solo il problema, ma anche la soluzione. Si dice sempre che Napoli potrebbe vivere di arte e turismo. Un ritornello, Noi crediamo che, invece, si debba recuperare anche la funzione produttiva della città. Questo non significa che dobbiamo di nuovo produrre l’acciaio, ma certamente alcune funzioni vanno recuperate…”
Si ma quali sarebbero queste funzioni che vanno recuperate? Pensare di non puntare sul turismo in un territorio che potrebbe essere bellissimo come quello di Bagnoli, a due passi dal parco Virgiliano, mi sembra una idea francamente molto anni ’80 e anacronistica. Certamente un’idea di chi non si rende conto che nell’era di Internet e delle stampanti 3D che iniziano a essere vendute anche nelle grandi catene di elettronica di consumo, l’economia è profondamente cambiata.
Quindi produrre cosa? Cosa c’è da produrre? Non sarebbe meglio puntare effettivamente sul turismo e su altri settori quale il terziario? Forse sarebbe il caso.
C’è da dire poi che se Bagnoli, oggi è un’emergenza, lo si deve proprio a una certa sinistra napoletana che non è andata in pensione ma anzi non vede l’ora di riconquistare il potere guidando Regione e Comune come è stato per tanti anni con Bassolino e Iervolino.
Ora Renzi ha la possibilità di cambiare, di dare un taglio netto al passato, di dimostrare in sostanza che di quel vecchio PD non esiste più nulla. Non è detto che ci riesca ma potrebbe se veramente lo vuole.
È stato Antonio Bassolino tra Comune e Regione a inventare Bagnolifutura insediando al comando persone di sua fiducia, spesso delle sue stesse giunte, ma ora si aprono nuovi scenari. “La riqualificazione di Bagnoli, con la ricostruzione della Città della Scienza e il completamento della bonifica Italsider – sostiene l’attuale Sindaco di Napoli Luigi de Magistris – nonché la riqualificazione dell’area di Scampia con l’opportunità in futuro di portarci la sede della Città metropolitana sono le proposte che porterò a Renzi in occasione della sua visita in programma il 14 agosto. Una visita importante, ma io come sindaco e la città tutta vogliamo che si trasformi in una svolta storica nei rapporti tra governo ed enti locali perché l’abbattimento delle Vele di Scampia, sette milioni che il Comune non ha, e la riqualificazione del territorio con la costruzione di alloggi dignitosi in un progetto partecipato insieme ai movimenti e comitati, sarebbe un gesto altamente simbolico. Un atto che per la prima volta contrasterebbe concretamente la camorra e l’illegalità e trasformerebbe quel quartiere in una zona di eccellenza tanto da portarci la sede della città metropolitana”.
Le parole di De Magistris sono chiare e se lette nelle righe fanno capire che su Bagnoli, Scampia, Pompei è in gioco il futuro di Napoli e della sua grande area metropolitana.
Renzi ci pensi, chiuda con il passato e magari scelga di incontrare i comitati della terra dei fuochi che invocano la sua presenza dati gli scarsi risultati delle azioni intrapese dal governo contro i roghi.

Articolo di Elpidio Ercolanese

Foto articolo di Alessandro Tortora

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