De Magistris è innocente ma rischia la sospensione dalla carica di Sindaco

Luigi De MagistrisLa toga di Magistrato gliel’avevano già strappata con la revoca dell’inchiesta Why Not, quando era PM a Catanzaro. Ora provano a strappargli la fascia di primo cittadino della città di Napoli.
Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris potrebbe essere vittima di un incredibile errore giudiziario perchè pochi giorni fa condannato dal Tribunale di Roma per “abuso d’ufficio”. Quello che viene contestato a De Magistris e al Consulente tecnico Gioacchino Genchi è il fatto di aver aquisito tabulati telefonici, e cioè elenchi di utenze a contatto di Parlamentari, senza chiedere l’autorizzazione della Camera di appartenenza (per effetto della legge Boato).
Questo, contrariamente a quanto affermato, in modo errato, da molte testate giornalistiche che parlano di “intercettazioni illegali”. Non si tratta affatto di intercettazioni ma solo di numeri telefonici di 8 Parlamentari (Prodi, Mastella, Rutelli, Pisanu, Gozi, Minniti, Gentile, Pittelli) e relativi tabulati.
Ora i più attenti si chiederanno: ma come facevano De Magistris e il suo collaboratore, a sapere chi fossero gli intestatari dei numeri, tra i migliaia raccolti? La risposta è che non poteva saperlo.De Magistris, naturalmente, lo scoprirà soltanto dopo aver chiesto alle compagnie telefoniche di chi fosse quel numero.
Va detto che l’abuso d’ufficio non è più reato dal ’97, salvo che procura un “danno ingiusto” o un “ingiusto svantaggio patrimoniale”. E secondo il Tribunale di Roma il danno ingiusto per i parlamentari vittime risiederebbe nel fatto che “c’era la possibilità di sapere a chi i parlamentari telefonassero”.
Si capisce quindi, il dramma umano, che vive in queste ore il Sindaco di Napoli.
De Magistris, subito dopo la sentenza, ha dichiarato: “La mia vita è sconvolta, ho subito la peggiore delle ingiustizie. Sono profondamente addolorato per aver ricevuto una condanna per fatti insussistenti. Ma rifarei tutto, e non cederò alla tentazione di perdere completamente la fiducia nello Stato”.
Poi, ha aggiunto: “Sono stato condannato per avere acquisito tabulati di alcuni parlamentari, pur non essendoci alcuna prova che potessi sapere che si trattasse di utenze a loro riconducibili. Prima mi hanno strappato la toga, con un processo disciplinare assurdo e clamoroso, perché ho fatto esclusivamente il mio dovere, dedicando la mia vita alla magistratura, ed ora mi condannano, a distanza di anni, per aver svolto indagini doverose su fatti gravissimi riconducibili anche ad esponenti politici”.
Il Presidente del Senato Piero Grasso, consiglia al Sindaco di “lasciare l’incarico” e afferma che la legge Severino (che prevede la sospensione dell’incarico di 18 mesi per gli amministratori condannati per abuso d’ufficio) va applicata.
Non si capisce a che titoli Grasso metta becco in questioni che lo riguardano, francamente, molto poco.
Infatti, l’applicazione della legge Severino, e quindi la sospensione di De Magistris dalla carica di Sindaco, è materia esclusivamente del Prefetto che dovrà decidere se applicarla o meno (la sospensione, in fondo, non riguarda vicende inerenti la carica di Sindaco).
Gli scenari a questo punto diventano due: Se De Magistris si dimette, la Giunta Comunale si scioglie e si va al voto anticipato. Se invece c’è la sospensione della carica, la guida del Comune è affidata al vicesindaco Tommaso Sodano.
De Magistris, dal canto suo, ha già più volte ribadito di non volersi dimettere e stamane in Consiglio Comunale ha pronunciato parole di fuoco su questa terribile e tristissima vicenda e contro quelli che egli definisce “pezzi deviati dello Stato che vogliono mettere le mani sulla città di Napoli”.

Articolo di Elpidio Ercolanese

Foto di Simone Tagliaferri

Video dal canale ufficiale Youtube del Comune di Napoli

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