Guerra di camorra. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “Napoli è preoccupata, ora intervenga il governo”

Napoli

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Di seguito, le reazioni della politica campana agli ultimi episodi di violenza, che si sono verificati a Napoli e nel suo hinterland

La guerra di camorra va avanti tra uccisioni e avvertimenti. Nessun quartiere è al riparo dalla sete di potere dei baby boss, giovani o giovanissimi che tentano di scalare la vetta della gerarchia criminale. Dopo gli ultimi episodi di violenza, l’altro ieri il prefetto di Napoli Gerarda Pantalone ha deciso di convocare il Comitato per l’ordine e la sicurezza. Quest’ultima ha dichiarato: “Abitualmente faccio un giro di telefonate per verificare le disponibilità, ma questa volta non c’è tempo da perdere”.

Alla riunione era presente anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “Da mesi c’è una costante attenzione con continue riunioni in prefettura e con una collaborazione senza precedenti tra le istituzioni. Sia chiaro che non stiamo affatto sottovalutando quanto accade e, se ho detto nei giorni scorsi che Napoli non è meno sicura di Milano, l’ho fatto basandomi sui dati relativi ai crimini. È evidente a tutti che questi fatti ci preoccupano molto proprio mentre la città sta vivendo un risveglio culturale importante. Il sindaco non ha poteri contro la criminalità, ma ha la forza per chiedere allo Stato più uomini delle forze dell’ordine e più investimenti per le strutture. Il governo, inoltre, deve interrompere la spirale dei tagli agli enti locali che significano tagli ai servizi di prossimità, a servizi sociali fondamentali. C’è bisogno di tanta attività sociale per contrastare la cultura della sopraffazione”.

Per Gianni Lettieri, leader dell’opposizione di centrodestra in consiglio comunale, contro la criminalità “serve il pugno di ferro”. L’eurodeputato del Pd Massimo Paolucci, ha affermato che “tocca al ministero dell’Interno un’iniziativa attraverso la prefettura per mettere in campo tutti gli strumenti necessari ad arginare l’escalation”.

Sugli ultimi fatti di sangue sono intervenuti anche i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle. “L’abbandono del Mezzogiorno da parte del Governo Renzi è una prateria per la criminalità organizzata” hanno affermato in una nota. “Senza una seria politica di ricostruzione del tessuto sociale a Napoli e nel suo hinterland non c’è possibilità di fermare l’escalation criminale – ha specificato il capogruppo M5S Valeria Ciarambino – Aspettiamo le dichiarazioni di rito del Governo sulla necessità di inviare l’esercito in Campania: qui non serve l’esercito, serve che ci sia per chi vive qui una prospettiva, un futuro, la sicurezza che la strada dell’onestà porti a poter vivere dignitosamente. Il dramma è che Renzi e il suo Governo non hanno alcun interesse a creare nel Mezzogiorno politiche di sviluppo” ha poi concluso Ciarambino.

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