Le friggitorie napoletane contro le “patatine olandesi”. Il flashmob da cui i meridionalisti devono tenersi alla larga

patatine olandesi-flashmob

Pare essere iniziata una vera e propria crociata verso le patatine olandesi, che a Napoli, stanno riscuotendo successo insieme ad altri locali che non “appartengono” alla tradizione culinaria napoletana. Proteste che porteranno, probabilmente, ad un flashmob nei pressi del Vomero il giorno 5 luglio.
C’è da dire che l’iniziativa è alquanto singolare e probabilmente poteva succedere, nel bene e nel male, solo a Napoli.
Eppure appare del tutto immotivata nonostante la motivazione del flashmob:

“Non è una guerra contro gli olandesi, è una battaglia per le tradizioni che ci contraddistinguono e che vogliamo non vengano perdute”

Una guerra contro gli olandesi? E come potrebbe essere una guerra contro gli olandesi?
Ma certo! È solo una guerra contro le patatine olandesi!
La verità è che le patatine fanno paura e dietro al malumore di tante friggitorie napoletane c’è il timore di perdere clienti.
Un timore del tutto immotivato perchè in un mercato della ristorazione sano, che non è certamente quello napoletano, dovrebbe vigere un alta differenziazione dell’offerta ristorativa senza che a nessuno venga il mal di pancia.
Questo essenzialmente per tre motivi:

Il meccanismo della domanda e dell’offerta:
Questo è un principio basilare in economia e probabilmente molti lo hanno studiato alle scuole superiori. Se l’offerta supera di gran lunga la domanda per stare sul mercato dovrò abbassare di molto i prezzi così da tentare di battere la concorrenza. È per questo che a Napoli dove il numero di pizzerie è altissimo i prezzi (come i guadagni) sono molto bassi. Questo però ci collega al secondo motivo.

Se devo abbassare troppo i prezzi potrei avere una perdita di qualità:
Perdita di qualità delle materie prime. Fino a quanto posso abbassare il prezzo senza dover compromettere la qualità? Ma anche e soprattutto, forse, perdita della qualità del lavoro. Si rischia di arrivare a lavorare quasi gratis…

La concorrenza vera di tradizioni diverse alimenta la spinta alla qualità:
Questo è forse il punto più importante. Se sono cosciente del fatto che un altro tipo di ristorazione e un’altra tradizione diversa dalla mia mi sta facendo una concorrenza forte, sarò portato a migliorare il mio lavoro facendo una ricerca che spazia dall’organizzazione del lavoro, alla qualità degli ingredienti passando per l’abbattimento delle spese accessorie fino ad arrivare ad un altissima attenzione verso la cura del cliente.

In tutte le città italiane ci sono locali portatori di diverse tradizioni ma questo a Roma, ad esempio, non intacca la tradizione culinaria romana. Perchè dovrebbe succedere proprio a Napoli? Oltretutto la tradizione di Napoli è molto forte e presente in tutto il mondo.
Credo che i movimenti meridionalisti debbano tenersi davvero lontani da cavalcare queste istanze che si basano unicamente sulla paura di pochi, una paura del tutto infondata.
Si rischia di svilire battaglie serie, di apparire agli occhi delle persone come dei retrogadi.
Il gelato non appartiene alla tradizione napoletana, è un prodotto tipicamente più torinese che nostro. “Accidenti! Chissà perchè non se ne vanno” (ironico)
Ben vengano altri locali. “Noi” punteremo sulla qualità più che sulla quantità inflazionata e la tradizione napoletana oltre a salvarsi sarà sempre più grande.

Elpidio Ercolanese

No Responses to “Le friggitorie napoletane contro le “patatine olandesi”. Il flashmob da cui i meridionalisti devono tenersi alla larga”

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

twenty three − twenty one =