Lo Stato Italiano investe nelle ferrovie per l’88% al Nord e il 12% al Sud

Trenitalia-FrecciarossaÈ sempre più grave l’isolamento infrastrutturale che devono sopportare le regioni del Sud Italia.
Lo Stato italiano ha abbandonato progressivamente il Sud e adesso investe in infrastrutture ferroviarie per l’88% al Nord e solo per un misero 12% al Sud.
Quello della mancanza di infrastrutture è tradizionalmente un problema del Sud Italia dall’epoca unitaria in poi e riflette bene lo stato di colonia interna in cui il Sud si trova.
Infatti, se è vero che hanno sbagliato e continuano a sbagliare anche gli amministratori del Sud (a vari livelli), è pur vero che almeno per le grandi opere i Governi dovrebbero controllare che i soldi dati (anche i finanziamenti europei!) vengano ben spesi. E su questo si dovrebbe avere la decenza, di evitare il tradizionale scaricabarile all’italiana.
Ad ogni modo, si assiste da qualche anno a questa parte, ad un vero e proprio smantellamento delle ferrovie al Sud, problema che si aggiunge alla mancanza, in molti casi e ove sarebbe necessario, delle stesse.
Ci sono importanti siti turistici che necessiterebbero di una stazione ferroviaria.
Si pensi a Matera che sicuramente aumenterebbe sensibilmente i suoi visitatori. Importanti località della costa Jonica calabrese che sono difficilmente raggiungibili sia per il tempo impiegato che per i cambi che deve effettuare il viaggiatore. La Sicilia che da Roma dista circa 20 ore, mentre Milano solo 2h 55′. E con il Frecciarossa 1000, a metà giugno prossimo saranno 2h 30′.
Per il Sud sono viaggi da terzo mondo, per il Nord viaggi all’altezza di un paese civile. Chiaro specchio di un’Italia duale e a due velocità.
Ma se l’Alta velocità è proprio assente in regioni quali Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia neanche la Campania ride.
Infatti risultano ad Alta velocità solo 80 km tra Napoli e Cassino, il resto della linea viene percorso a velocità inferiori fino a Salerno, capolinea dei treni AV Frecciarossa e Italo. Questo almeno, fino a quando non verrà costruita la Stazione AV di Salerno, che dovrebbe collegare ad alta velocità, le città di Napoli e Reggio Calabria.
Ma di questa stazione ancora non se ne parla a livello nazionale e probabilmente non sarà pronta neanche per il 2030.
Per la TAV Napoli-Bari, tanto sbandierata dal Governo Renzi ma per la quale il decreto Sblocca-Italia non prevede le necessare coperture, se queste venissero trovate e i lavori dovessero partire senza più fermarsi, per il 2025 potrebbe essere pronta.
Ancora una volta le scelte scellarete del Governo centrale italiano, che presta il fianco ad amministratori locali spesso dal dubbio valore, risultano altamente penalizzanti e addirittura mortificanti per i cittadini del Sud Italia.
Per l’egoismo di qualcuno il Paese è destinato a non crescere e in tutto questo perde l’Italia intera. Basti pensare che un l’ammodernamento di linee esistenti e la creazione di alta velocità al Sud frutterebbero più di 13 miliardi di PIL con una crescita superiore al 3%. Altro che percentuali dello 0,1 e 0,5 su cui si discute attualmente, sia nel Governo che al di fuori della maggioranza.
Carlo Bombrini, Governatore della neonata Banca Nazionale del Regno d’Italia, disse all’indomani dell’unificazione “I meridionali non dovranno più essere in grado di intraprendere”.
Va bene, noi non siamo e non saremo in grado di intraprendere ma l’Italia intera (anche quella del Nord!) non potrà mai competere economicamente con Inghilterra e Germania.
Paesi moderni che non amano mortificare i propri cittadini, da qualsiasi latitudine essi provengano.

Articolo di Elpidio Ercolanese

Mappa AV by Sinigagl su Licenza CC.

 

Mappa AV (Alta velocità) in Italia. Hi-speed railway lines in Italy.

Mappa dell’Alta Velocità in Italia. Si nota chiaramente il gap in cui il Sud Italia è costretto. Foto by Sinigagl.

Immagine che girà su Facebook. Triste ma allo stesso tempo goliardica.

Immagine che gira su Facebook. Triste ma allo stesso tempo goliardica.

 

 

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