Ferrovia Napoli-Bari: i deliri di Delrio e le bugie del Governo Renzi

Una mappa con la legenda delle velocità. Si vede chiaramente come tra Napoli e Bari solo un tratto viaggia teoricamente a più di 250km/h e il tratto restante a velocità minore.

Una mappa con la legenda delle velocità ferroviarie. Si vede chiaramente come tra Napoli e Bari solo un tratto viaggia teoricamente a più di 250km/h e il tratto restante a velocità minore. Fonte mappa: Akwa

Graziano Delrio, numero due del governo e braccio destro di Renzi non sa più cosa inventare per giustificare i mancati investimenti al Sud previsti dallo SbloccaItalia.
Secondo il giornalista del Mattino, Marco Esposito, tra Sblocca Italia e legge di Stabilità su 4.859 milioni stanziati, solo 60 sono destinati al Sud Italia.
Graziano Delrio risponde all’accusa formulata da Esposito sempre sul Mattino e assicura tutti: “Prima di spendere 5 miliardi per l’alta capacità Napoli-Bari occorre verificare con attenzione tutta la progettazione, vista la particolarità di alcuni tratti rocciosi del percorso. E lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria”.
Questo signore racconta una balla colossale, una grossa panzana. Un pò come il Governo targato PD di cui fa parte.
La Napoli-Bari è un progetto che esiste da anni e i lavori sono stati interrotti per guai finanziari dell’azienda appaltatrice.
Le rocce non dovevano essere un problema all’epoca e non lo sono neanche adesso.
Come spiegare altrimenti che le rocce non fanno paura a Nord, dove si sta “forando” la Val di Susa contro il volere di tantissimi abitanti?
Al Sud invece, la Napoli-Bari la vogliono tutti. Tranne i governi italiani.
Non è possibile permettere al Sud di crescere economicamente. Il Paese per qualche politico italiano, la massoneria, la mafia, le lobby deve rimanere duale. Un Sud serbatoio di voti per i potenti di turno…
Il modello di Sviluppo Italiano deve rimanere quello di un Nord che produce e di un Sud che acquista e porta nelle casse del primo 60 mld di euro all’anno in acquisto di beni/servizi. Motivo per cui la Lega Nord ha gridato più volte alla secessione ma non l’ha mai realizzata…una boutade.
La Napoli-Bari e la Salerno-Reggio Calabria, assieme ad un miglioramento delle ferrovie a livello locale (penso al rilancio della stazione di Avellino e di tante piccole realtà), permetterebbe sicuramente una crescita dell’economia del Sud. Il miglioramento della fibra ottica, che vede ancora una volta il Sud penalizzato, farebbe il resto in un mondo dove le informazioni si muovono più delle persone.
Ma la bugia del Governo Renzi, non finisce con le affermazioni di Delrio.
La Napoli-Bari viene infatti spacciata, dal Governo e da molti organi di stampa, per Alta velocità.
Per essere definita Alta velocità, una linea ferroviaria deve poter far viaggiare i treni ad almeno 250km/h. Così non sarà, come spiega il deputato M5S Diego De Lorenzis: “Mentono sapendo di mentire perchè la tratta Napoli-Bari non è e non sarà una tratta Alta Velocità. A parte il tratto in Irpinia, con la variante di Grottaminarda voluta dal territorio campano, che costituisce un nuovo tracciato e che consentirà la dismissione del precedente, il resto della tratta Napoli-Bari consiste in raddoppi di binario e adeguamenti tecnologici nel sistema di segnalazione”.
Ma i guai non finiscono qui. Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità anticorruzione, infatti, è preoccupato perchè il governo Renzi con un decreto legge dà pieni poteri al Commissario RFI alle opere nel Mezzogiorno Michele Elia.
“Si prevede che se l’intesa (con gli enti locali) non si raggiunge vale la decisione del commissario. L’ad di Fs di fatto così si sostituisce alle autorizzazioni ambientali ed è una scelta problematica. Sarebbe interessante trasferire in via politica la decisione in caso di mancato raggiungimento dell’accordo…Credo che sia problematico lasciare la scelta di valutazioni come l’impatto ambientale all’amministratore delegato di Ferrovie. Penso che il contrappeso più pesante vada fatto imponendo che nei bandi venga inserita la clausola del rispetto della legge SeverinoAnche perché si tratta di cantieri in cui, essendoci un significativo movimento terra, c’è un alto rischio di infiltrazioni mafiose”. – spiega Cantone.
Non è la prima volta che il Governo Renzi cerca di “schiacciare” gli enti locali con commissariamenti e decisioni prese dai commissari, vedesi caso Bagnoli.
C’è quindi sicuramente un problema di mancanza di democrazia.
Ci vorrebbe inoltre, più serietà da chi in campagna elettorale per le europee, ha detto di voler rilanciare il Sud e durante un comizio a Napoli, di guardare con ammirazione il modello borbonico.
Ma quello era un modello all’avanguardia sul versante ferrovie e la Napoli-Portici, prima linea ferroviaria d’Italia, lo dimostra.
Miopia di chi non capisce che non investendo al Sud si affossa anche il Nord.
La crisi dei treni Italo (società che vorrebbe viaggiare anche a Sud di Napoli) e degli scali nordici lo dimostra bene, con la Reggio Emilia Mediopadana a rischio ridimensionamento.
Senza contare almeno 12/13 miliardi in meno di PIL nazionale per mancanza di investimenti ferroviari al Sud.
L’Italia è un cane che si morde la coda. E che ha scelto di entrare in Europa, affrontando una grande sfida, lasciando dietro per motivi (anche e non solo) egoistici una parte dì sè.

Articolo di Elpidio Ercolanese

Mappa di Akwa

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