Nel 2015 riapre Edenlandia ma la Campania deve accellerare sulle infrastrutture pubbliche

Edenlandia

Finalmente un’altra buona notizia per Napoli e le infrastrutture cittadine. Dopo la riapertura dello Zoo di Napoli, grazie all’imprenditore Floro Flores, oggi si compie un notevole passo avanti per la riapertura del parco giochi Edenlandia.
Mario Schiano, imprenditore frattese proprietario della storica fabbrica di biciclette, ha sottoscritto il contratto di locazione dei suoli con la Mostra d’Oltremare.

Voglio ringraziare in primis il presidente della Mostra d’Oltremare Andrea Rea ed il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – ha dichiarato Mario Schiano – che sono stati di parola e hanno lavorato per far rinascere il parco. Adesso perfezioneremo gli ultimi dettagli e poi partiremo subito con i lavori di ristrutturazione per consegnare possibilmente già nel 2015 il parco giochi a Napoli e al Sud”.

Il più pare essere fatto e a giorni, in un convegno pubblico, verrà presentato il nuovo volto della “nuova Edenlandia”.
Finalmente Napoli tornerà ad avere quella che è stata, per tanti anni, l’infrastruttura cittadina più importante in materia di giochi.
Molto è merito della giunta arancione di Luigi De Magistris.
Certo, non bisogna aspettarsi di vedere un parco giochi grande come Mirabilandia, Rainbow Magicland o Cinecittà World. Gli spazi non lo consentono.
Non è escluso però, secondo il sottoscritto, che qualora ci sia la volontà degli amministratori locali, in futuro anche Napoli e la Campania potrebbero avere un grande parco. 
È indubbio che la Regione Campania, come tutto il Sud, sia rimasta indietro dal punto di vista infrastrutturale. Non solo dal punto di vista di ospedali e Ferrovie, ma anche della cultura, dell’arte, del tempo libero, dello svago e del divertimento.
Quando a Roma, nasceva il Parco della Musica nel 2002, quella che è forse l’infrastruttura musicale più importante in Italia, a Napoli la Iervolino cosa faceva?
Non sarebbe stato giusto avere una struttura cittadina di questo genere? Per giunta in una città che con la Musica, diciamoci la verità, è una cosa sola?
Ora, si parla di Palaponticelli e io spero sia l’infrastruttura musicale non più importante d’Italia ma d’Europa. Perchè in fondo un pò ci credo che Napoli possa tornare essere, come nel Settecento e Ottocento: “La Capitale musicale d’Europa, che vale a dire, del Mondo intero” (Charles de Brosses).

Articolo di Elpidio Ercolanese

Foto articolo di Antonio Manfredonio

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