L’ANM critica De Magistris. Eppure…

Qualche giorno fa, dopo essere stato condannato dal Tribunale di Roma per abuso d’ufficio riguardante l’inchiesta Why Not, il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha espresso in sede di Consiglio Comunale e durante un discorso durato più di mezz’ora, fra l’altro le seguenti parole: «Quella che mi ha condannato è una sentenza profondamente ingiusta, intrisa di violazioni di leggi e di cose che non vanno. Mi auguro che il nuovo Consiglio Superiore della Magistratura legga con attenzione quel sentenza. Io non mi faccio trascinare, da chi oggi mi vorrebbe trascinare in un attacco contro la Magistratura. Semmai, penso che in Magistratura ci siano diversi magistrati collusi, corrotti e con applicano la legge come dovrebbero, nel rispetto della Costituzione».

E subito giù critiche da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati. Ma cosa ci trova di strano l’ANM in queste parole? Associazione che stigmatizza il comportamento di De Magistris con un comunicato, nel quale vi è scritto: “L’ANM, pur non entrando nel merito della vicenda giudiziaria, osserva che le frasi usate vanno ben oltre i limiti di una legittima critica a una sentenza perché esprimono disprezzo verso la giurisdizione. Si tratta di parole tanto più inaccettabili poiché provenienti da un uomo delle istituzioni che ha per anni anche svolto la funzione giudiziaria”. Dire, in generale e non contro un tale giudice, che qualche magistrato è corrotto, è quindi offensivo? Sarà…

Francamente, appare inspiegabile il comportamento dell’Associazione, che contro l’attacco a Luigi De Magistris da parte dell’ex magistrato Giuseppe Chiaravalloti, anche lui uomo delle Istituzioni, si trincerò dietro un silenzio assordante e francamente imbarazzante.
Giuseppe Chiaravalloti, ex Presidente della Regione Calabria, nonché ex Vice Procuratore Generale di Catanzaro e poi Procuratore Generale di Reggio Calabria, nel corso di un intercettazione resa pubblica dalla trasmissione Annozero del 2007, pronunciò le seguenti frasi contro Luigi De Magistris: «Ha scomodato e dato fastidio a un sacco di gente…lo dobbiamo ammazzare, gli facciamo le cause civili per risarcimento danni e ne affidiamo la gestione alla camorra napoletana…ad ogni azione corrisponde una reazione e mò siamo tanti così tanti ad aver subito l’azione che quando esploderà la reazione sarà adeguata».
Va ricordato che quando Giuseppe Chiaravalloti fu intercettato, De Magistris era PM a Catanzaro e titolare di una serie d’inchieste scottanti Why not, Poseidone e Toghe lucane.
Ma all’epoca l’Associazione Nazionale Magistrati non trovo offensive quelle frasi, per giunta, provenienti da un uomo delle Istituzioni? A giudicare dal’attaggiamento tenuto all’epoca, no. Invece, quelle frasi erano chiaramente offensive non soltanto verso le Istituzioni e gli uomini che ne fanno parte, ma anche verso la memoria delle vittime di mafia e il dolore dei loro familiari. Frasi di una violenza inaudita e assolutamente censurabili.

L’ANM pensò bene di non dire nulla neanche quando a De Magistris fu tolta l’inchiesta di Catanzaro.
Quest’ultimo decise allora di dimettersi dall’ANM e affermò «il sindacato dei magistrati e’ diventato, con il tempo, un luogo di esercizio del potere, con scambi di ruoli tra magistrati che oggi ricoprono incarichi associativi, domani siedono al Csm, dopodomani ai vertici del ministero e poi, magari, finito il ‘giro’, si trovano a ricoprire posti apicali ai vertici degli uffici giudiziari. E’ uno spettacolo che per quanto mi riguarda e’ divenuto riprovevole».

Insomma, sarebbe auspicabile che l’ANM diventi meno suscettibile e che sia più propensa all’autocritica. Autocritica che deve esserci non solo nel mondo della politica ma anche nel mondo della magistratura.

Articolo di Elpidio Ercolanese

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